Revisione della caldaia: ogni quanto va fatta, manutenzione e controllo fumi
Aggiornato il Verificato sulle fonti il 2 min di lettura
In breve
- La revisione della caldaia comprende due interventi diversi: la manutenzione ordinaria e il controllo di efficienza energetica, cioè l'analisi dei fumi.
- La manutenzione ordinaria segue le indicazioni del costruttore e dell'installatore: per le caldaie domestiche è di solito annuale.
- Il controllo di efficienza energetica ha scadenze fissate dal DPR 74/2013 in base a combustibile e potenza, che le regioni possono rendere più frequenti.
- Ogni intervento va registrato nel libretto di impianto; il rapporto del controllo fumi va trasmesso al catasto regionale degli impianti termici.
Indice
La revisione della caldaia è in realtà fatta di due interventi: la manutenzione ordinaria, che segue le istruzioni del costruttore ed è di solito annuale, e il controllo di efficienza energetica (l'analisi dei fumi), con scadenze fissate dalla legge in base a combustibile e potenza. Qui trovi cosa prevede ciascuno, chi lo fa e cosa va scritto nel libretto. Il quadro completo sulle caldaie è nella guida alle caldaie a condensazione.
Manutenzione ordinaria: di solito ogni anno
La manutenzione ordinaria serve a mantenere la caldaia sicura ed efficiente: pulizia del bruciatore e dello scambiatore, controllo dello scarico della condensa, delle tenute e dei dispositivi di sicurezza. La frequenza la indicano il costruttore nel manuale e l'installatore nella documentazione dell'impianto. Per le caldaie domestiche a gas è di solito una volta l'anno, meglio prima della stagione di riscaldamento.
Controllo di efficienza energetica: le scadenze di legge
Il controllo di efficienza energetica misura il rendimento di combustione analizzando i fumi. Lo prevede il DPR 74/2013 per gli impianti di riscaldamento a partire da 10 kW, con scadenze che dipendono da combustibile e potenza. Per le caldaie domestiche a gas, metano o GPL, tra 10 e 100 kW, la scadenza indicata è ogni 4 anni; per combustibili liquidi o solidi e per potenze maggiori è più frequente.
Le regioni possono fissare scadenze diverse e chiedono il pagamento di un contributo (il cosiddetto "bollino"). Le regole valide per la tua casa sono sul portale del catasto impianti termici della tua regione.
Chi la fa e cosa va scritto
- La manutenzione e il controllo li esegue un tecnico abilitato (DM 37/08), di solito un centro assistenza o l'impresa di manutenzione scelta da te.
- Ogni intervento va registrato nel libretto di impianto.
- Dopo il controllo di efficienza il tecnico compila il rapporto di controllo, che va allegato al libretto e trasmesso al catasto regionale.
- Nelle case in affitto la manutenzione ordinaria spetta di norma all'inquilino, salvo accordi diversi nel contratto.
Quando conviene pensare alla sostituzione
Se la caldaia ha molti anni, ha bisogno di riparazioni frequenti o il rendimento misurato è basso, può convenire valutare la sostituzione con una caldaia a condensazione, un sistema ibrido o una pompa di calore. Costi, incentivi e passaggi sono nella pagina sostituzione caldaia.
Questo approfondimento fa parte della guida caldaie: lì trovi il quadro completo, con costi indicativi e fonti.
Domande frequenti
Ogni quanto va fatta la revisione della caldaia?
La manutenzione ordinaria di solito ogni anno, secondo le istruzioni del costruttore. Il controllo di efficienza energetica con l'analisi dei fumi, per le caldaie domestiche a gas tra 10 e 100 kW, ogni 4 anni secondo il DPR 74/2013, salvo scadenze più frequenti fissate dalla regione.
Cosa succede se non faccio la revisione della caldaia?
La caldaia consuma di più, dura meno e diventa meno sicura. Inoltre i controlli sugli impianti termici previsti dalle regioni possono portare a sanzioni se manutenzione e controlli non risultano nel libretto.
Quanto costa la manutenzione della caldaia?
Dipende da zona, tipo di caldaia e da cosa comprende l'intervento; al costo del tecnico si aggiunge, quando dovuto, il contributo regionale per il controllo di efficienza. Conviene chiedere che cosa include il prezzo e se il controllo fumi è compreso.
La pompa di calore deve fare il controllo di efficienza?
Sì, se l'impianto raggiunge le soglie del DPR 74/2013: almeno 10 kW per il riscaldamento e almeno 12 kW per il raffrescamento. Il manutentore compila il rapporto di controllo di efficienza energetica anche per le pompe di calore, con le scadenze fissate dal decreto e dalla regione.
Fonti: DPR 74/2013 (controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici, scadenze nell'allegato A); Regione del Veneto, regole per la conduzione degli impianti di climatizzazione (soglie di 10 e 12 kW, rapporto di controllo, responsabile dell'impianto); FVG Energia, periodicità dei controlli di efficienza (esempio di scadenze e contributo regionali).
A cura della redazione di Darma Energia
Siamo consulenti indipendenti del risparmio energetico. Le cifre sono indicative e le regole sugli incentivi cambiano: verifica sempre le fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate, GSE, ENEA) prima di decidere. Chi siamo
Termini in questo approfondimento: Caldaia a condensazione, Pompa di calore
Pompa di calore o caldaia nuova?
Ti diciamo quale soluzione conviene per la tua casa, quanto costa e quali incentivi puoi usare. Gratis e senza impegno.
Parla con noi