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Ecobonus 2026: aliquote, limiti per intervento, requisiti e pratica ENEA

Come funziona oggi l'Ecobonus, la detrazione per la riqualificazione energetica: aliquote per anno, limiti di detrazione per tipo di intervento secondo i vademecum ENEA, requisiti, pagamento, comunicazione all'ENEA e differenze con Bonus casa e Conto Termico.

Aggiornato il 11 fonti ufficiali

In questa guida
  1. Cos'è l'Ecobonus
  2. Aliquote 2025, 2026 e 2027
  3. Abitazione principale o altre unità
  4. Limiti di detrazione per intervento
  5. Requisiti tecnici principali
  6. Cosa non è più agevolabile
  7. Come si paga
  8. Documenti e comunicazione ENEA
  9. Ecobonus, Bonus casa o Conto Termico: le differenze
  10. Quale incentivo conviene

Cos'è l'Ecobonus

L'Ecobonus è la detrazione fiscale per gli interventi che aumentano l'efficienza energetica degli edifici. Nata con la legge finanziaria 2007, oggi è disciplinata dall'articolo 14 del decreto legge 63/2013. Si recupera come detrazione dall'IRPEF o dall'IRES, in 10 rate annuali di pari importo.

Vale per edifici e unità esistenti, accatastati o con accatastamento in corso, di qualsiasi categoria catastale, compresi gli immobili strumentali delle imprese. Per gli impianti di riscaldamento c'è una condizione in più: l'immobile deve avere già un impianto di climatizzazione invernale, e il nuovo deve sostituirlo in tutto o in parte.

Servono capienza fiscale (chi paga poche imposte rischia di non recuperare tutte le rate) e documenti in ordine: per questo conviene verificare i requisiti prima di firmare il contratto.

Aliquote 2025, 2026 e 2027

Le aliquote sono uguali per tutti gli interventi dell'Ecobonus e cambiano in base all'anno in cui paghi e al tipo di immobile. Nella tabella i valori dei vademecum ENEA aggiornati al 23 settembre 2026.

Anno della spesa Abitazione principale Altre unità
2025 50% 36%
2026 50% 36%
2027 36% 30%

Il 2026 è stato allineato al 2025 dalla legge di bilancio 2026 (legge 199/2025). Per il 2027 valgono oggi le aliquote più basse; eventuali proroghe dipendono dalla prossima manovra, di cui seguiamo gli sviluppi nelle notizie sulle detrazioni 2027. Conta la data del pagamento.

Abitazione principale o altre unità

L'aliquota più alta non dipende solo da dove abiti. Secondo la circolare 8/E del 2025 dell'Agenzia delle Entrate spetta se:

  • sei proprietario (anche nuda proprietà) o titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione);
  • l'unità è la tua abitazione principale;
  • possedevi questo diritto all'inizio dei lavori o al momento della spesa, se precedente.

Inquilini, comodatari e familiari conviventi possono avere la detrazione, se rispettano gli altri requisiti, ma con l'aliquota delle altre unità. Per i redditi oltre 75.000 euro c'è anche un tetto complessivo alle detrazioni (articolo 16-ter del TUIR).

Limiti di detrazione per intervento

Ogni intervento ha il suo limite massimo di detrazione (non di spesa), indicato nel rispettivo vademecum ENEA.

Intervento Limite di detrazione
Pompe di calore, sistemi geotermici e scaldacqua a pompa di calore 30.000 euro per unità
Sistemi ibridi (pompa di calore con caldaia a condensazione) 30.000 euro per unità
Generatori di calore a biomassa 30.000 euro per unità
Microcogeneratori 100.000 euro per unità
Collettori solari termici 60.000 euro per unità
Serramenti e infissi 60.000 euro per unità
Schermature solari e chiusure oscuranti 60.000 euro per unità
Coibentazione di pareti, coperture e pavimenti 60.000 euro per unità
Building automation 15.000 euro per unità
Riqualificazione globale dell'edificio 100.000 euro
Caldaie a condensazione non agevolabili dal 2025

Se nella stessa unità sostituisci gli infissi e isoli pareti o coperture, il limite di 60.000 euro vale per l'insieme dei due interventi.

Requisiti tecnici principali

I requisiti completi sono nei vademecum ENEA. I più comuni negli interventi che seguiamo:

  • Pompe di calore: devono sostituire l'impianto esistente; la potenza non può superare di oltre il 10% quella del generatore sostituito, salvo verifica secondo la norma UNI 12831. Servono valori minimi di efficienza (COP ed EER) e, per i lavori iniziati dal 4 febbraio 2026, anche quelli stagionali (SCOP, SEER) del D.Lgs. 5/2026. Approfondimenti nella guida alle pompe di calore.
  • Scaldacqua a pompa di calore: COP superiore a 2,6 e, per i lavori iniziati dal 4 febbraio 2026, classe energetica A o superiore. Vedi la guida agli scaldabagni.
  • Sistemi ibridi: pompa di calore e caldaia a condensazione realizzate per funzionare insieme, con potenza della pompa di calore non superiore a metà di quella della caldaia.
  • Solare termico: certificazione Solar Keymark, garanzia di almeno 5 anni su collettori e bollitori. Vedi la guida al solare termico.
  • Infissi: sostituzione di infissi esistenti che separano ambienti riscaldati dall'esterno, con trasmittanza finale entro i limiti del DM 6 agosto 2020.

Per le pompe di calore sotto i 100 kW l'asseverazione del tecnico sui requisiti può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore.

Cosa non è più agevolabile

Dal 1° gennaio 2025 la legge di bilancio 2025 (legge 207/2024, articolo 1, comma 55) esclude la sostituzione dell'impianto con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, per le spese 2025, 2026 e 2027. La circolare 8/E del 2025 chiarisce che restano agevolabili i sistemi ibridi, le pompe di calore (anche ad assorbimento a gas), i generatori a biomassa e i microcogeneratori. Il dettaglio è nella notizia sui vademecum ENEA per le caldaie.

Come si paga

Chi non ha reddito d'impresa deve pagare con bonifico bancario o postale dedicato, il cosiddetto bonifico parlante, con:

  • causale con la norma agevolativa;
  • codice fiscale di chi detrae;
  • partita IVA o codice fiscale dell'impresa che riceve il pagamento;
  • numero e data della fattura.

Dal 17 febbraio 2023 per l'Ecobonus non si possono più scegliere sconto in fattura o cessione del credito, salvo i casi particolari dell'articolo 2 del DL 11/2023.

Documenti e comunicazione ENEA

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori va inviata all'ENEA la scheda descrittiva dell'intervento, sul portale bonusfiscali.enea.it. Vanno poi conservati fatture, ricevute dei bonifici, schede tecniche, dichiarazione di conformità, asseverazione o dichiarazione del fornitore e, quando richiesto, l'attestato di prestazione energetica (APE). Per alcuni interventi, come infissi in singole unità, solare termico e schermature solari, l'APE non serve.

Come si compila la scheda e cosa conservare è spiegato nella guida alla pratica ENEA.

Ecobonus, Bonus casa o Conto Termico: le differenze

Ecobonus Bonus casa Conto Termico 3.0
Cos'è Detrazione fiscale Detrazione fiscale Contributo del GSE
Quanto vale nel 2026 50% o 36% 50% o 36% Fino al 65% della spesa
Limite Per tipo di intervento 96.000 euro di spesa per unità Regole del GSE
Come arriva 10 rate annuali 10 rate annuali Bonifico del GSE, in un'unica rata fino a 15.000 euro

Ecobonus e Bonus casa si escludono a vicenda per lo stesso intervento. Il Bonus casa vale solo per gli edifici residenziali e ammette anche la nuova installazione di una pompa di calore; l'Ecobonus richiede la sostituzione dell'impianto esistente ma ha un limite proprio per ogni intervento.

Il Conto Termico è un'altra strada: non è una detrazione, ma un incentivo pagato dal GSE, con domanda sul Portaltermico entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Dopo la riapertura del portale ad aprile 2026 i fondi sono indicati nella notizia sul Conto Termico 3.0.

Quale incentivo conviene

Dipende da chi sei e da cosa fai. Alcuni criteri:

  • se hai poca capienza IRPEF, una detrazione in 10 anni rischia di restare in parte inutilizzata, mentre il Conto Termico arriva come contributo;
  • se l'immobile non ha un impianto di riscaldamento da sostituire, l'Ecobonus non si applica;
  • se fai più lavori nella stessa casa, conta come si distribuiscono tra i limiti di ciascuna misura.

Prima di decidere controlla le regole in vigore alla data del pagamento. Per una pompa di calore o un sistema ibrido possiamo valutare con te intervento, costi e incentivi: trovi i dettagli sui costi di una pompa di calore installata e sulla sostituzione della caldaia.

Passare ai fattiSostituzione caldaia: costi, incentivi e come lavoriamo

Domande frequenti

L'Ecobonus vale ancora per la caldaia a condensazione?
No, se la caldaia è l'unico generatore e funziona a gas o altri combustibili fossili: per le spese dal 1° gennaio 2025 il vademecum ENEA la indica come non agevolabile. Resta agevolabile il sistema ibrido, cioè pompa di calore e caldaia a condensazione concepite per funzionare insieme. Le alternative sono nella guida alle caldaie.
Posso usare Ecobonus e Bonus casa per lo stesso intervento?
No. Per gli interventi che rientrano in entrambe le detrazioni, come la sostituzione dell'impianto con una pompa di calore o la sostituzione degli infissi, ENEA precisa che le due misure sono alternative: si sceglie l'una o l'altra rispettandone requisiti e documenti. Vedi bonus ristrutturazione.
Sono in affitto: posso avere il 50%?
L'aliquota più alta spetta solo a chi è proprietario o titolare di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione) sull'abitazione principale, come chiarito dall'Agenzia delle Entrate nella circolare 8/E del 2025. Inquilino, comodatario o familiare convivente, se hanno i requisiti, usano l'aliquota delle altre unità: il 36% per le spese 2026.
L'Ecobonus si può avere come sconto in fattura?
In generale no: dal 17 febbraio 2023 per gli interventi di efficienza energetica non è più possibile scegliere lo sconto in fattura o la cessione del credito, salvo i casi particolari previsti dall'articolo 2 del DL 11/2023. La detrazione si recupera in dichiarazione dei redditi.
Vale per una pompa di calore in una casa senza riscaldamento?
Con l'Ecobonus no: l'immobile deve avere un impianto di riscaldamento e l'intervento deve sostituirlo, in tutto o in parte, non essere una nuova installazione. Per una nuova installazione si può valutare il Bonus casa, che segue regole diverse.
Entro quando va fatta la comunicazione all'ENEA?
Entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo, sul portale bonusfiscali.enea.it, nella sezione Ecobonus dell'anno in cui i lavori si concludono. I passaggi sono nella guida alla pratica ENEA.

Fonti

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