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Bonus ristrutturazione 2026: il Bonus casa per fotovoltaico, pompe di calore e risparmio energetico

Come funziona il Bonus casa, la detrazione per il recupero edilizio, quando lo usi per interventi energetici: fotovoltaico con accumulo, pompe di calore, climatizzatori a pompa di calore, infissi e isolamento. Con aliquote 2026 e 2027, pagamento, comunicazione ENEA e differenze con l'Ecobonus.

Aggiornato il 6 fonti ufficiali

In questa guida
  1. Cos'è il Bonus casa
  2. Aliquote e massimale
  3. Gli interventi energetici che ci rientrano
  4. Come si paga
  5. Quando serve la comunicazione ENEA
  6. Bonus casa o Ecobonus
  7. Quale conviene

Cos'è il Bonus casa

Bonus ristrutturazione e Bonus casa sono due nomi della stessa misura: la detrazione IRPEF per il recupero del patrimonio edilizio, disciplinata dall'articolo 16-bis del TUIR. Riguarda le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali e si recupera in 10 rate annuali di pari importo. Conta il criterio di cassa: la spesa vale nell'anno in cui la paghi.

La misura copre molti lavori, dalla manutenzione straordinaria ai bagni e alle cucine, a cui si collega anche il bonus mobili. In questa guida ci occupiamo solo della parte che riguarda l'energia: impianti, pompe di calore, interventi di risparmio energetico.

Aliquote e massimale

Le aliquote dipendono dall'anno della spesa e dall'immobile. I valori sono quelli della guida dell'Agenzia delle Entrate aggiornata a febbraio 2026.

Anno della spesa Abitazione principale Altri casi Spesa massima per unità
2025 e 2026 50% 36% 96.000 euro
2027 36% 30% 96.000 euro
2028-2033 30% 30% 48.000 euro

Le aliquote del 2026 sono state allineate a quelle del 2025 dalla legge di bilancio 2026 (legge 199/2025). Il massimale di 96.000 euro vale per unità immobiliare e comprende tutti i lavori agevolati con il Bonus casa su quell'unità, non solo quelli energetici. Per il 2027 valgono oggi le aliquote più basse: le novità della prossima manovra sono nelle notizie sulle detrazioni 2027.

L'aliquota più alta spetta se l'unità è l'abitazione principale e chi paga ne è proprietario o titolare di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione), come chiarito dalla circolare 8/E del 2025. Inquilini, comodatari e familiari conviventi usano l'aliquota degli altri casi. Per i redditi oltre 75.000 euro c'è anche un tetto complessivo alle detrazioni (articolo 16-ter del TUIR).

Le regole di dettaglio cambiano spesso: prima di pagare verifica la pagina dell'Agenzia delle Entrate indicata tra le fonti.

Gli interventi energetici che ci rientrano

Tra i lavori agevolati la legge elenca quelli per il risparmio energetico, in particolare con fonti rinnovabili. Secondo l'Agenzia delle Entrate si possono fare anche senza opere edilizie vere e proprie, purché si documenti il risparmio energetico ottenuto.

Fotovoltaico e accumulo

L'impianto fotovoltaico rientra nel Bonus casa se è installato per i bisogni energetici dell'abitazione e posto al suo servizio (risoluzione 22/E del 2013). La batteria segue l'impianto. È lo strumento più usato dalle famiglie per il fotovoltaico: aliquote, Ritiro Dedicato e comunità energetiche sono nella guida agli incentivi per il fotovoltaico, mentre la scelta della batteria è nella guida all'accumulo fotovoltaico.

Pompe di calore

Le pompe di calore per riscaldare la casa rientrano tra gli interventi energetici del Bonus casa, anche i sistemi ibridi con caldaia a condensazione. A differenza dell'Ecobonus, ENEA considera anche la nuova installazione in un edificio esistente o l'integrazione dell'impianto, non solo la sostituzione. Come funzionano e in quali case rendono è nella guida alle pompe di calore; per gli scaldacqua a pompa di calore vedi la guida agli scaldabagni.

Dal 1° gennaio 2025 non è più detraibile la sostituzione o nuova installazione di caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. Restano detraibili sistemi ibridi, pompe di calore anche ad assorbimento a gas, generatori a biomassa e microcogeneratori.

Climatizzatori a pompa di calore

Un climatizzatore a pompa di calore che d'inverno scalda rientra tra le pompe di calore per la climatizzazione degli ambienti. Per le pompe di calore reversibili ENEA chiede di comunicare i dati del funzionamento in riscaldamento, perché è lì che si usa energia rinnovabile. Per tempi e costi dell'installazione vedi installazione climatizzatore.

Altri interventi di risparmio energetico

Rientrano anche isolamento di pareti, coperture e pavimenti, sostituzione di infissi che separano ambienti riscaldati dall'esterno, solare termico, termoregolazione e building automation. Sono gli stessi interventi che possono accedere all'Ecobonus, con regole diverse.

Come si paga

La detrazione richiede il bonifico bancario o postale dedicato, anche online, con:

  • causale che indica i lavori di recupero edilizio agevolati;
  • codice fiscale di chi detrae;
  • partita IVA o codice fiscale dell'impresa che riceve il pagamento.

Conserva fatture e ricevute dei bonifici: sono i documenti principali in caso di controllo.

Quando serve la comunicazione ENEA

Per gli interventi che comportano risparmio energetico o uso di fonti rinnovabili va inviata all'ENEA una comunicazione sul portale bonusfiscali.enea.it, entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo. L'elenco ENEA comprende tra gli altri:

  • impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo;
  • pompe di calore, sistemi ibridi e scaldacqua a pompa di calore;
  • collettori solari termici e generatori a biomassa;
  • isolamento e sostituzione degli infissi verso ambienti riscaldati;
  • termoregolazione e building automation.

Gli altri lavori del Bonus casa, che non comportano risparmio energetico, non la richiedono. Per il Bonus casa l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che l'invio mancato o tardivo non fa perdere la detrazione, ma resta un obbligo. Come si fa passo per passo è nella guida alla pratica ENEA.

Bonus casa o Ecobonus

Molti interventi energetici, come pompe di calore e infissi, possono usare sia il Bonus casa sia l'Ecobonus. ENEA precisa che le due misure sono alternative: per lo stesso intervento se ne sceglie una, rispettandone requisiti e documenti.

Bonus casa Ecobonus
Aliquote 2026 50% o 36% 50% o 36%
Limite 96.000 euro di spesa per unità, per tutti i lavori Limite di detrazione per tipo di intervento
Immobili Residenziali Esistenti, di qualsiasi categoria catastale
Pompa di calore Anche nuova installazione Solo in sostituzione dell'impianto esistente
Fotovoltaico Sì No

Quale conviene

Non c'è una risposta valida per tutti. Alcuni criteri per orientarti:

  • se nella stessa casa fai anche altri lavori edilizi, il massimale del Bonus casa si consuma più in fretta e l'Ecobonus, con il suo limite separato, può lasciare più spazio;
  • se installi una pompa di calore dove non c'è un impianto da sostituire, l'Ecobonus non si applica;
  • se hai poca capienza IRPEF, valuta anche il Conto Termico, che è un contributo del GSE e non una detrazione.

Prima di firmare confronta le regole con il tuo commercialista o CAF. Per il fotovoltaico possiamo valutare con te produzione, costi e incentivi con un preventivo fotovoltaico; per il riscaldamento trovi i costi di una pompa di calore installata.

Passare ai fattiPreventivo fotovoltaico: costi, incentivi e come lavoriamo

Domande frequenti

Il fotovoltaico rientra nel bonus ristrutturazione?
Sì, se l'impianto è al servizio dell'abitazione e ne copre i bisogni energetici, come chiarito dall'Agenzia delle Entrate (risoluzione 22/E del 2013). La batteria installata con l'impianto rientra nella stessa detrazione. Tutti gli incentivi per il fotovoltaico sono nella guida agli incentivi per il fotovoltaico.
Servono lavori edilizi per usare il Bonus casa sugli interventi energetici?
No. Secondo la guida dell'Agenzia delle Entrate gli interventi di risparmio energetico possono essere fatti anche senza opere edilizie vere e proprie, purché si conservi la documentazione che attesta il risparmio energetico ottenuto.
Il condizionatore rientra nel Bonus casa?
Le pompe di calore per la climatizzazione degli ambienti sono tra gli interventi elencati da ENEA. Per una pompa di calore reversibile, che funziona anche da condizionatore, ENEA chiede di comunicare i dati del funzionamento in riscaldamento. Per un apparecchio specifico verifica i requisiti con chi lo installa.
Se non faccio la comunicazione all'ENEA perdo la detrazione?
Per il Bonus casa l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 46/E del 2019, ha chiarito che l'invio mancato o in ritardo non fa perdere la detrazione. La comunicazione resta però obbligatoria: va fatta entro 90 giorni. Vedi la guida alla pratica ENEA.
Vale anche per la seconda casa?
Sì, con l'aliquota più bassa: per le spese 2026 il 36%, per quelle 2027 il 30%. L'aliquota più alta spetta solo a proprietario o titolare di un diritto reale sull'abitazione principale.
Posso cambiare la caldaia a gas con il Bonus casa?
Dal 2025 no, se la nuova caldaia è l'unico generatore e funziona a combustibili fossili. Restano detraibili i sistemi ibridi con pompa di calore, le pompe di calore, i generatori a biomassa e i microcogeneratori. Le alternative sono nella guida alle caldaie.

Fonti

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