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Conto Termico 3.0: come funziona l'incentivo GSE per pompe di calore, biomassa e solare termico

Come funziona oggi il Conto Termico 3.0 del GSE: decreto e date, chi può accedere, quali interventi valgono per la casa, quanto si ottiene e quando arriva, come si presenta la domanda sul Portaltermico, quali documenti servono e perché non si somma alle detrazioni.

Aggiornato il 10 fonti ufficiali

In questa guida
  1. Cos'è il Conto Termico 3.0
  2. Chi può chiederlo
  3. Quali interventi valgono per la casa
  4. Quanto si ottiene
  5. Quando arriva il pagamento
  6. Come si fa la domanda
  7. Documenti
  8. Fondi disponibili nel 2026
  9. Si somma alle detrazioni?
  10. Conto Termico o detrazione: quale incentivo conviene

Cos'è il Conto Termico 3.0

Il Conto Termico è l'incentivo gestito dal GSE per gli interventi di piccole dimensioni che producono calore da fonti rinnovabili o migliorano l'efficienza degli edifici. La versione in vigore, il Conto Termico 3.0, è regolata dal decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025 ed entrato in vigore il novantesimo giorno successivo, cioè il 25 dicembre 2025. Il portale per le richieste è stato aperto dal GSE il 2 febbraio 2026.

A differenza delle detrazioni, non si recupera in dichiarazione dei redditi: è un contributo in conto capitale che il GSE versa direttamente a chi ha sostenuto la spesa. Per questo non serve avere IRPEF da scalare.

Chi può chiederlo

Possono accedere i soggetti che hanno la disponibilità dell'edificio, come proprietari o titolari di un altro diritto reale o personale di godimento:

Soggetto Cosa può chiedere
Privati (persone fisiche, titolari di reddito d'impresa o agrario) su edifici residenziali Solo interventi del Titolo III (produzione di calore da rinnovabili)
Privati su edifici del terziario Titolo II (efficienza dell'edificio) e Titolo III
Pubbliche amministrazioni Titolo II e Titolo III
Enti del Terzo settore Titolo II e III; quelli con attività economica, Titolo II solo nel terziario

Imprese ed enti economici non possono chiedere l'incentivo per apparecchi alimentati a combustibili fossili, gas naturale compreso. Chi sostiene la spesa può fare da sé oppure, nei casi previsti, avvalersi di una ESCO: in ambito residenziale la ESCO può fare da soggetto responsabile solo per impianti oltre 70 kW o solare termico oltre 20 metri quadrati.

Quali interventi valgono per la casa

Per un'abitazione privata contano gli interventi del Titolo III, che devono essere realizzati su edifici esistenti dotati di impianto di climatizzazione:

Sigla Intervento
III.A Sostituzione dell'impianto di riscaldamento con pompe di calore elettriche o a gas, anche per l'acqua calda
III.B Sostituzione con sistemi ibridi factory made o bivalenti a pompa di calore, o pompa di calore "add on"
III.C Sostituzione con generatori a biomassa
III.D Installazione di impianti solari termici, anche con solar cooling
III.E Sostituzione di scaldacqua elettrici o a gas con scaldacqua a pompa di calore
III.F Allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficienti
III.G Microcogenerazione alimentata da fonti rinnovabili

Isolamento, infissi e fotovoltaico abbinato alla pompa di calore sono interventi del Titolo II: per i privati valgono solo negli edifici del terziario. Come scegliere e dimensionare l'apparecchio è spiegato nelle guide alle pompe di calore, al solare termico e agli scaldabagni.

Quanto si ottiene

Il limite generale è il 65% delle spese ammissibili, ma per gli interventi del Titolo III l'importo non è una percentuale secca della fattura: il GSE lo calcola con massimali che dipendono dalle caratteristiche dell'impianto.

Intervento Come si calcola l'incentivo
Pompe di calore e sistemi ibridi 65% dei massimali calcolati su producibilità e prestazione stagionale (SCOP o SPER)
Biomassa 65% dei massimali calcolati su producibilità, emissioni e valorizzazione dell'energia
Solare termico 65% dei massimali calcolati su producibilità e superficie lorda
Scaldacqua a pompa di calore 40% delle spese ammissibili, con incentivo massimo di 500 o 1.500 euro secondo capacità e classe energetica

Quindi due pompe di calore con lo stesso prezzo possono ricevere incentivi diversi. La cifra precisa si conosce solo con i dati tecnici dell'apparecchio scelto.

Quando arriva il pagamento

Se l'incentivo non supera 15.000 euro viene pagato in un'unica rata. Oltre questa soglia arriva in rate annuali costanti: due anni per pompe di calore, ibridi e biomassa fino a 35 kW e per il solare termico fino a 50 metri quadrati, cinque anni per gli impianti più grandi.

Il GSE paga entro l'ultimo giorno del mese successivo alla fine del bimestre in cui viene perfezionata la scheda contratto, cioè in cui comunica l'ammissione. I tempi dipendono quindi anche dall'istruttoria: se mancano documenti, il GSE chiede integrazioni da inviare entro 30 giorni.

Come si fa la domanda

Per i privati la strada è l'accesso diretto, a lavori conclusi:

  1. iscrizione all'Area Clienti del GSE e scelta del servizio "Conto Termico 3.0";
  2. caricamento sul Portaltermico di dati tecnici, anagrafici e documenti entro 90 giorni dalla fine dei lavori, pena l'inammissibilità;
  3. stampa, firma e nuovo caricamento della scheda domanda e della scheda contratto, con il documento d'identità;
  4. lettera di ammissione del GSE e pagamento.

La prenotazione, cioè la domanda per lavori ancora da fare, è riservata alle pubbliche amministrazioni e agli enti del Terzo settore. Le imprese devono invece inviare una richiesta preliminare prima di avviare i lavori.

Documenti

Per una pompa di calore le regole applicative del GSE chiedono, oltre ai documenti comuni:

  • fatture e ricevute dei bonifici;
  • foto in PDF delle targhe del vecchio e del nuovo generatore, del locale prima e dopo l'intervento e delle valvole termostatiche;
  • per apparecchi fino a 35 kW non presenti nel catalogo, una certificazione del produttore sul rispetto dei requisiti, se l'incentivo supera 3.500 euro; oltre 35 kW serve anche l'asseverazione di un tecnico.

Vanno poi conservati dichiarazione di conformità, libretto d'impianto, certificato di smaltimento del generatore sostituito e scheda tecnica. Per gli apparecchi del catalogo dei prequalificati del GSE la verifica dei requisiti minimi si considera superata.

Attenzione al pagamento: il GSE avverte di non usare il bonifico "parlante" delle detrazioni. Una causale che richiama le norme di Ecobonus o bonus ristrutturazioni fa decadere dall'incentivo; la causale deve citare il D.M. 7 agosto 2025, la fattura e i codici fiscali.

Fondi disponibili nel 2026

Il decreto fissa un tetto di 900 milioni di euro l'anno. Con il decreto direttoriale n. 72 del 10 aprile 2026 il Ministero ha diviso la quota 2026 in 450 milioni per le pubbliche amministrazioni e 450 milioni per i privati, lasciando invariato il totale. Dopo una sospensione a marzo per l'alto numero di richieste, il portale ha riaperto dalle 12 del 13 aprile 2026, solo in accesso diretto: i dettagli sono nella notizia sulla riapertura del portale e i fondi 2026.

Si somma alle detrazioni?

No, per lo stesso intervento. L'articolo 17 del decreto riconosce il Conto Termico solo agli interventi per cui non sono concessi altri incentivi statali, salvo fondi di garanzia, fondi di rotazione e contributi in conto interesse. Le regole applicative del GSE citano espressamente le detrazioni fiscali tra gli incentivi non cumulabili.

Conto Termico o detrazione: quale incentivo conviene

Non c'è una risposta valida per tutti. Alcuni criteri per orientarsi:

  • Capienza fiscale: il Conto Termico arriva sul conto corrente; la detrazione (Ecobonus o bonus ristrutturazione) si recupera in 10 anni solo se si pagano abbastanza tasse.
  • Tempi: con il Conto Termico, sotto i 15.000 euro, si riceve tutto in una volta dopo l'ammissione; con la detrazione, una quota all'anno.
  • Importo: il Conto Termico dipende dai massimali tecnici dell'apparecchio, la detrazione dalla spesa e dall'aliquota dell'anno. Va fatto il calcolo su entrambe le strade con il preventivo in mano.
  • Fondi e procedura: il Conto Termico ha una dotazione annua limitata e requisiti tecnici precisi; la detrazione richiede la pratica ENEA entro 90 giorni.

Se stai valutando una sostituzione, trovi costi e tempi nelle pagine sul prezzo della pompa di calore e sulla sostituzione della caldaia.

Passare ai fattiPrezzo della pompa di calore: costi, incentivi e come lavoriamo

Domande frequenti

Il Conto Termico vale per la caldaia a condensazione a gas?
No. Tra gli interventi del Titolo III non c'è la sostituzione con una caldaia a gas da sola: sono previsti pompe di calore, sistemi ibridi factory made o bivalenti, biomassa, solare termico, scaldacqua a pompa di calore, teleriscaldamento efficiente e microcogenerazione da rinnovabili. Le alternative sono nella guida alle caldaie.
Posso chiedere il Conto Termico per un climatizzatore?
Solo se la pompa di calore sostituisce l'impianto di riscaldamento esistente e rispetta i requisiti tecnici del decreto. Un condizionatore aggiunto a un impianto che resta com'è non rientra nell'intervento III.A. Prima di comprare conviene verificare se il modello è nel catalogo degli apparecchi prequalificati del GSE.
Posso fare la domanda prima di iniziare i lavori?
Non da privato su un'abitazione. La prenotazione, cioè la domanda a lavori non ancora conclusi, è riservata alle pubbliche amministrazioni e agli enti del Terzo settore. Le famiglie usano l'accesso diretto, a lavori finiti, entro 90 giorni. Le imprese devono invece inviare una richiesta preliminare prima di avviare i lavori.
Posso sommare Conto Termico e detrazione fiscale?
No, per lo stesso intervento. Il decreto riconosce il Conto Termico solo se per l'intervento non sono concessi altri incentivi statali, e le regole applicative del GSE citano espressamente le detrazioni fiscali tra quelli non cumulabili. Si sceglie l'uno o l'altro.
Può fare la domanda l'installatore al posto mio?
La domanda può essere presentata da un soggetto delegato. In ambito residenziale una ESCO può fare da soggetto responsabile solo per impianti oltre 70 kW o solare termico oltre 20 metri quadrati; è sempre possibile, invece, il mandato irrevocabile all'incasso, con cui l'incentivo viene pagato a un terzo.

Fonti

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