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ApprofondimentoGuida pannelli fotovoltaici

Pannelli fotovoltaici doppio vetro: cosa sono davvero e perché non reggono meglio la grandine

Aggiornato il 9 min di lettura

In breve

  • Doppio vetro significa un vetro sul fronte e uno sul retro del pannello, al posto del foglio plastico (backsheet). Sopra le celle c'è comunque un solo vetro.
  • Nella versione più diffusa i due vetri sono da 2 mm l'uno e solo induriti, non temperati: il vetro frontale è più sottile e più fragile dei 3,2 mm temperati di un pannello tradizionale.
  • Nei test Kiwa PVEL 2026 il 61% dei pannelli 2+2 mm si è rotto con chicchi da 45 mm, contro il 7% dei pannelli con vetro più spesso.
  • Il doppio vetro ha vantaggi reali (rigidità, meno microcricche, nessun foglio plastico che invecchia), ma la resistenza alla grandine non è uno di questi, a meno di vetri da 2,5 mm o più.
  • Bifacciale non vuol dire doppio vetro: bifacciale indica celle che producono anche dal retro, doppio vetro indica come è chiuso il pannello.
Pannelli fotovoltaici montati su un tetto residenziale
Indice
  1. Cosa vuol dire davvero “doppio vetro”
  2. Doppio vetro e grandine: cosa dicono i test
  3. Dove il doppio vetro conviene davvero
  4. Monofacciale, bifacciale, doppio vetro: tre cose diverse
  5. Come leggere la scheda tecnica
  6. Quale pannello scegliere, caso per caso
  7. In sintesi

Quando un preventivo dice “pannelli doppio vetro”, molti immaginano due lastre sovrapposte sopra le celle, una protezione in più contro la grandine. Non è così: doppio vetro vuol dire un vetro davanti e uno dietro. E nella versione più diffusa quel vetro davanti è più sottile e meno resistente di quello di un pannello tradizionale. Qui spieghiamo come è fatto davvero un pannello doppio vetro, cosa dicono i test sulla grandine, dove invece il doppio vetro conviene, e la differenza con bifacciale e monofacciale. Il quadro generale sulla scelta dei moduli è nella guida ai pannelli fotovoltaici.

Cosa vuol dire davvero “doppio vetro”

Un pannello fotovoltaico è un “panino” di strati. Le celle stanno in mezzo, avvolte da un materiale plastico trasparente (l'incapsulante, di solito EVA o POE) che le tiene ferme e le isola. Quello che cambia tra un pannello tradizionale e uno doppio vetro è solo il retro.

Strato Pannello tradizionale (vetro-backsheet) Pannello doppio vetro (vetro-vetro)
Fronte, lato sole e grandine Vetro temperato, di solito 3,2 mm Vetro di solito 2,0 mm, indurito
Incapsulante EVA o POE EVA o POE
Celle Celle in silicio Celle in silicio
Incapsulante EVA o POE EVA o POE
Retro Foglio plastico multistrato (backsheet) Secondo vetro, di solito 2,0 mm
Cornice Alluminio Alluminio o, in alcuni modelli, assente

Il secondo vetro sostituisce il foglio plastico sul retro. Sopra le celle, dove arrivano il sole e i chicchi di grandine, c'è sempre un solo vetro. La parola “doppio” descrive la costruzione del pannello, non la protezione del lato esposto.

Perché l'equivoco è così diffuso

“Doppio vetro” richiama le finestre di casa, dove due lastre sovrapposte isolano meglio. Applicata ai pannelli, la stessa parola fa pensare a una doppia protezione. Chi vende raramente corregge l'idea, perché il doppio vetro ha comunque vantaggi veri (li vediamo sotto) e costa un po' di più. Il risultato è che molti scelgono il doppio vetro proprio per la grandine, cioè per l'unico motivo per cui, nella versione standard, è la scelta sbagliata.

Doppio vetro e grandine: cosa dicono i test

Il vetro davanti è più sottile e meno trattato

Per tenere sotto controllo peso e costo, i produttori che aggiungono un vetro sul retro assottigliano quello davanti: da 3,2 mm si passa a 2,0 mm per lato. C'è anche una differenza di trattamento. Il vetro da 3,2 mm dei pannelli tradizionali è temperato: riscaldato e raffreddato di colpo, diventa molto più resistente agli urti. Le lastre da 2 mm dei doppio vetro sono di norma solo indurite (in inglese heat strengthened, a volte “semi-temperate”): il trattamento è più blando e il vetro resta più debole. Secondo i produttori di vetro, il temperato è circa due volte più resistente dell'indurito.

I numeri

Due laboratori indipendenti americani, specializzati in test sui moduli, hanno misurato la differenza su centinaia di pannelli:

  • Kiwa PVEL, Scorecard 2026: con chicchi da 45 mm si è rotto il vetro del 61% dei pannelli doppio vetro 2,0 + 2,0 mm; con chicchi da 40 mm del 43%. Tra i pannelli con vetro più spesso (3,2 mm con backsheet, 2,5 + 2,5 mm, 3,2 + 2,0 mm) le rotture con chicchi da 45 mm sono state il 7%. (fonte)
  • Kiwa PVEL, edizioni precedenti: con chicchi da 50 mm si è rotto l'89% dei doppio vetro 2,0 mm induriti, contro il 40% dei pannelli con vetro temperato da 3,2 mm.
  • RETC, dopo oltre tre anni di prove: i moduli con vetro temperato da 3,2 mm sono circa due volte più resistenti agli impatti dei doppio vetro da 2,0 mm induriti. (fonte)

Negli Stati Uniti il problema è emerso sul campo prima che nei laboratori: nei grandi impianti del Midwest i pannelli bifacciali doppio vetro da 2 mm subivano più danni da grandine di quelli tradizionali, e diversi produttori hanno dovuto lanciare versioni con vetro più spesso.

E la certificazione IEC?

Tutti i pannelli venduti in Europa superano la prova di grandine della norma IEC 61215: sfere di ghiaccio da 25 mm a circa 23 m/s, in undici punti del pannello. La passano sia i doppio vetro sia i tradizionali, quindi la certificazione non aiuta a distinguerli. Le differenze si vedono solo con chicchi più grandi, quelli delle grandinate che colpiscono sempre più spesso la pianura padana. Per test, danni e assicurazioni c'è la nostra guida su pannelli e grandine.

Esistono doppio vetro che reggono la grandine?

Sì. Alcuni produttori offrono versioni rinforzate con vetro frontale da 2,5 mm o 3,2 mm (per esempio 2,5 + 2,5 mm o 3,2 + 2,0 mm). Nei test Kiwa PVEL tre modelli 2,5 + 2,5 mm non hanno avuto rotture con chicchi da 50 mm. Quindi il punto non è “doppio vetro sì o no”, ma quanto è spesso e come è trattato il vetro davanti.

In Europa la resistenza alla grandine si indica anche con le classi HW del registro svizzero della grandine: HW3 regge chicchi da 30 mm, HW4 da 40 mm, HW5 da 50 mm. Se un pannello dichiara HW4 o HW5, il produttore lo ha fatto testare oltre il minimo di legge.

Dove il doppio vetro conviene davvero

Il doppio vetro non è un'operazione di marketing: ha vantaggi concreti, solo che non riguardano la grandine.

  • Meno microcricche nelle celle. Con un vetro per lato la struttura è simmetrica e le celle stanno al centro, dove la flessione del pannello le sollecita meno. Neve, vento e chi cammina sul tetto durante la manutenzione creano meno fessure invisibili nelle celle. Nei test Kiwa PVEL, anche dopo la grandine, i doppio vetro rimasti integri hanno perso meno potenza dei tradizionali, che mostrano più cricche ramificate nelle celle.
  • Nessun foglio plastico che invecchia. Il backsheet nel tempo può ingiallire, screpolarsi o lasciare passare umidità. Il vetro sul retro no: l'umidità entra meno e le celle si corrodono meno.
  • Garanzie più lunghe. Molti doppio vetro hanno garanzia sulla resa di 30 anni invece di 25, con perdita annua dichiarata intorno allo 0,4%. Vale la pena confrontarla con le garanzie da verificare prima di acquistare.
  • Più adatti a pergole e pensiline. Il retro in vetro è più bello da vedere da sotto e, nelle versioni trasparenti, lascia passare luce.

Gli svantaggi: il pannello pesa di più (spesso 2-4 kg in più a parità di misura), va montato con morsetti e punti di fissaggio indicati dal produttore, e se il vetro si rompe il pannello va sostituito come per un tradizionale.

Monofacciale, bifacciale, doppio vetro: tre cose diverse

Questi tre termini vengono usati come sinonimi, ma rispondono a domande diverse.

Termine A cosa si riferisce Cosa significa
Monofacciale Le celle Producono energia solo dalla luce che arriva davanti
Bifacciale Le celle Producono anche dalla luce riflessa che arriva sul retro
Doppio vetro La costruzione Il retro è chiuso da un vetro invece che da un foglio plastico

Le combinazioni possibili sono tutte reali:

  • Monofacciale con backsheet: il pannello tradizionale, spesso con vetro temperato da 3,2 mm.
  • Monofacciale doppio vetro: esiste, per esempio molti pannelli full black hanno un retro in vetro scuro che non lascia passare luce.
  • Bifacciale doppio vetro: la combinazione più diffusa oggi nei grandi impianti, quasi sempre 2,0 + 2,0 mm.
  • Bifacciale con backsheet trasparente: il retro è un foglio trasparente, il vetro davanti resta da 3,2 mm temperato. È più leggero e più resistente alla grandine del bifacciale doppio vetro standard.

Il bifacciale serve su un tetto di casa?

Quasi mai fa una grande differenza. Su un tetto a falda il pannello sta a pochi centimetri dalle tegole e sul retro arriva pochissima luce, quindi la produzione in più è minima. Il bifacciale dà il meglio dove il retro “vede” molta luce riflessa: pensiline, pergole, tetti piani con supporti alti e guaina chiara, impianti a terra. Se il preventivo per una casa punta tutto sul bifacciale, chiedi quanta produzione in più è stata stimata e come.

Le tecnologie delle celle (TOPCon, eterogiunzione, contatti posteriori) sono un'altra scelta ancora, indipendente da vetro e bifaccialità: le trovi nella guida ai pannelli fotovoltaici.

Come leggere la scheda tecnica

Il vetro si legge nella parte meccanica della scheda tecnica, di solito in inglese:

Cosa trovi scritto Cosa significa
Front glass: 3.2 mm, tempered Vetro frontale temperato da 3,2 mm: lo standard dei pannelli tradizionali
Front glass: 2.0 mm, heat strengthened Vetro frontale da 2 mm indurito: il doppio vetro standard, più fragile alla grandine
Front glass: 2.5 mm o 3.2 mm con Back glass: 2.0 mm Doppio vetro rinforzato
Transparent backsheet Retro in foglio trasparente, di solito bifacciale con vetro frontale da 3,2 mm
Hail test: 25 mm, 23 m/s Solo il minimo di legge IEC 61215
HW4, HW5, hail 35/40/45 mm Resistenza alla grandine testata oltre il minimo

Tre domande da fare a chi ti propone un pannello doppio vetro: quanto è spesso il vetro davanti, è temperato o indurito, ha una classe di resistenza alla grandine? Se la risposta è “2 mm indurito, solo IEC”, quel pannello non è una scelta antigrandine. Altre domande utili sono in cosa chiedere a un installatore prima di firmare.

Quale pannello scegliere, caso per caso

Situazione Scelta consigliata
Tetto di casa in zona con grandinate frequenti (es. pianura veneta e lombarda) Vetro frontale temperato da 3,2 mm, oppure doppio vetro rinforzato da 2,5 mm o più, meglio con classe HW4 o HW5
Tetto di casa con molta neve o vento forte Doppio vetro, per la rigidità e le minori microcricche; con vetro frontale spesso se c'è anche rischio grandine
Tetto di casa, priorità all'estetica Full black, monofacciale o doppio vetro, verificando lo spessore del vetro frontale
Pergola, pensilina, carport Bifacciale doppio vetro: il retro produce e si vede da sotto
Impianto a terra o tetto piano con supporti alti Bifacciale, doppio vetro o con backsheet trasparente secondo il rischio grandine della zona

In ogni caso, nelle zone esposte la protezione vera è doppia: pannello giusto e assicurazione che copra gli eventi atmosferici. Nessun pannello è immune a una grandinata eccezionale.

In sintesi

“Doppio vetro” descrive come è chiuso il retro del pannello, non quanto è protetto il fronte. Il doppio vetro standard da 2 + 2 mm ha vantaggi reali su durata, microcricche e umidità, ma regge la grandine peggio di un pannello tradizionale con vetro temperato da 3,2 mm. Se vivi in una zona a rischio, guarda lo spessore e il trattamento del vetro frontale, non il numero di vetri. Se vuoi un parere sui pannelli del tuo preventivo, chiedici una valutazione.

Questo approfondimento fa parte della guida pannelli fotovoltaici: lì trovi il quadro completo, con costi indicativi e fonti.

Domande frequenti

Doppio vetro vuol dire che ci sono due vetri sopra le celle?
No. Doppio vetro significa un vetro sul fronte e uno sul retro, con le celle in mezzo. Sopra le celle, cioè dal lato colpito da sole e grandine, c'è un solo vetro, spesso più sottile di quello di un pannello tradizionale.
I pannelli doppio vetro resistono meglio alla grandine?
Nella versione più comune (2 mm + 2 mm, vetro indurito) no, resistono peggio. Nei test Kiwa PVEL 2026 il 61% di questi pannelli si è rotto con chicchi da 45 mm, contro il 7% dei pannelli con vetro più spesso. RETC stima che il vetro temperato da 3,2 mm sia circa due volte più resistente agli impatti del 2 mm indurito.
Esistono pannelli doppio vetro adatti alle zone con grandine?
Sì: le versioni con vetro frontale da 2,5 mm o 3,2 mm, spesso indicate come rinforzate o antigrandine. Nei test Kiwa PVEL tre modelli 2,5 + 2,5 mm non hanno avuto rotture con chicchi da 50 mm. Va verificato sulla scheda tecnica lo spessore del vetro frontale e, se c'è, la classe di resistenza alla grandine (HW).
Che differenza c'è tra bifacciale e doppio vetro?
Bifacciale riguarda le celle: producono energia anche con la luce che arriva sul retro. Doppio vetro riguarda la costruzione: il retro è chiuso da un vetro invece che da un foglio plastico. Un bifacciale può avere il retro in vetro o in foglio trasparente, e un doppio vetro può essere monofacciale, come molti pannelli full black.
Su un tetto di casa conviene il bifacciale?
Di solito il guadagno è piccolo: su un tetto a falda il pannello sta a pochi centimetri dalle tegole e sul retro arriva poca luce. Il bifacciale rende di più su pensiline, pergole, tetti piani con supporti alti e superfici chiare, o a terra.
Come capisco dalla scheda tecnica che vetro ha un pannello?
Cerca la voce sul vetro frontale (front glass o front cover): spessore in millimetri e trattamento. Tempered significa temperato, heat strengthened o semi-tempered significa indurito, più debole. Se trovi 2,0 mm heat strengthened sia davanti sia dietro, è un doppio vetro standard.

A cura della redazione di Darma Energia

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