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ApprofondimentoGuida incentivi e gse

Detrazione al 50% per il fotovoltaico: chi ne ha diritto, come si calcola e cosa cambia nel 2027

Aggiornato il Verificato sulle fonti il 5 min di lettura

In breve

  • Nel 2026 il fotovoltaico si detrae al 50% se l'impianto è sull'abitazione principale di chi paga ed è proprietario o titolare di un diritto reale; negli altri casi al 36%.
  • Per le spese pagate nel 2027 le aliquote scendono al 36% e al 30%; il massimale resta 96.000 euro per unità, comprese batteria e altri lavori di Bonus casa.
  • La detrazione si divide in 10 rate annuali uguali e riduce l'IRPEF di ogni anno: la parte di rata che supera l'imposta dovuta si perde.
  • Esempio: impianto da 6 kW con batteria da 10 kWh, 19.000 euro pagati nel 2026 sull'abitazione principale, detrazione di 9.500 euro, cioè 950 euro all'anno per 10 anni.
Casa con pannelli sul tetto, calcolatrice con la scritta 50% tax deduction e moduli di bonifico parlante e pratica ENEA
Indice
  1. Aliquote e massimali per anno
  2. Chi ha diritto al 50% e chi al 36%
  3. Cosa si può detrarre
  4. Come si calcola: esempi
  5. Poca IRPEF: quanto si perde
  6. Redditi oltre 75.000 euro

La detrazione al 50% per il fotovoltaico è il Bonus casa (detrazione per il recupero edilizio, articolo 16-bis del TUIR) applicato a un impianto al servizio dell'abitazione. Per le spese pagate nel 2026 vale il 50% se l'impianto è sull'abitazione principale e chi paga ne è proprietario o titolare di un diritto reale; in tutti gli altri casi il 36%. Per le spese del 2027 le aliquote scendono al 36% e al 30%. Il tetto di spesa è di 96.000 euro per unità immobiliare e la detrazione si recupera in 10 rate annuali dall'IRPEF. Qui trovi chi ha diritto a quale aliquota, come si calcola con esempi, cosa succede con poca IRPEF e con i redditi alti. I passaggi pratici (bonifico, ENEA, documenti) sono in errori da evitare per non perdere la detrazione; il quadro di tutti gli incentivi nella guida agli incentivi per il fotovoltaico.

Aliquote e massimali per anno

I valori sono quelli della guida dell'Agenzia delle Entrate aggiornata a febbraio 2026. Conta l'anno in cui paghi (criterio di cassa), non quello in cui finiscono i lavori.

Anno del pagamento Abitazione principale (proprietario o diritto reale) Altri casi Spesa massima per unità
2026 50% 36% 96.000 €
2027 36% 30% 96.000 €
2028-2033 30% 30% 48.000 €

Le aliquote del 2027 sono quelle previste oggi dalla legge: eventuali modifiche arriveranno con la prossima legge di bilancio, di cui seguiamo gli sviluppi in manovra 2027 e detrazioni. Il massimale comprende impianto, batteria e tutti gli altri lavori agevolati con il Bonus casa sulla stessa unità.

Chi ha diritto al 50% e chi al 36%

Per l'aliquota più alta servono due requisiti, secondo la guida dell'Agenzia delle Entrate e la circolare 8/E del 2025: chi paga deve essere proprietario (anche nudo proprietario) o titolare di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione) all'inizio dei lavori, e l'unità deve essere abitazione principale al più tardi alla fine dei lavori.

Chi paga Immobile Aliquota 2026 Aliquota 2027
Proprietario o usufruttuario Casa dove vive 50% 36%
Proprietario che non vive in una casa di sua proprietà Casa dove vive abitualmente un suo familiare (coniuge, parenti fino al terzo grado, affini fino al secondo) 50% 36%
Proprietario Casa che diventa abitazione principale entro la fine dei lavori 50% 36%
Proprietario Seconda casa o casa affittata 36% 30%
Inquilino o comodatario, con il consenso del proprietario Casa dove vive 36% 30%
Familiare convivente del proprietario Casa del proprietario 36% 30%

Se dopo i lavori la casa smette di essere abitazione principale, l'aliquota maggiorata resta per le rate successive. Se vendi la casa prima di aver finito le rate, quelle residue passano all'acquirente, salvo diverso accordo scritto nell'atto; l'inquilino che ha pagato i lavori conserva invece le sue rate anche se lascia la casa.

L'impianto deve servire i bisogni energetici dell'abitazione: secondo l'Agenzia delle Entrate (risoluzione 22/E del 2013, richiamata nella risposta n. 8 del 2018) la detrazione è esclusa se la vendita dell'energia diventa un'attività commerciale, per esempio con impianti oltre 20 kW, ed è compatibile con il Ritiro Dedicato e lo Scambio sul Posto.

Cosa si può detrarre

  • pannelli, inverter, strutture, cavi, quadri e posa;
  • la batteria, sia installata con l'impianto sia aggiunta dopo (risposta n. 8 del 2018): dettagli in incentivi per l'accumulo fotovoltaico;
  • progettazione e altre prestazioni professionali richieste dall'intervento, perizie e sopralluoghi;
  • IVA, imposta di bollo, diritti per autorizzazioni e comunicazioni, oneri di urbanizzazione;
  • gli altri costi strettamente collegati ai lavori.

Come si calcola: esempi

La formula è semplice: spesa pagata nell'anno x aliquota = detrazione, divisa in 10 rate uguali. Ipotesi per gli esempi: impianto da 6 kW a 12.000 euro e batteria da 10 kWh a 7.000 euro, valori all'interno delle nostre forbici indicative (1.600-2.300 euro per kW per l'impianto, 500-900 euro per kWh per la batteria).

Caso Spesa Aliquota Detrazione totale Rata annua per 10 anni
Impianto con batteria, abitazione principale, pagato nel 2026 19.000 € 50% 9.500 € 950 €
Stesso impianto, seconda casa, 2026 19.000 € 36% 6.840 € 684 €
Abitazione principale, pagato nel 2027 19.000 € 36% 6.840 € 684 €
Seconda casa, pagato nel 2027 19.000 € 30% 5.700 € 570 €
Solo impianto, abitazione principale, 2026 12.000 € 50% 6.000 € 600 €

Il passaggio dal 2026 al 2027 sull'abitazione principale vale, in questo esempio, 2.660 euro di detrazione in meno. Se acconto e saldo cadono a cavallo dell'anno, ogni pagamento prende l'aliquota del suo anno.

La prima rata si usa nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno del pagamento, presentata l'anno dopo: per una spesa del 2026, nel modello 730 o Redditi del 2027.

Poca IRPEF: quanto si perde

La detrazione riduce l'IRPEF di ciascun anno: se la rata è più alta dell'imposta dovuta, la differenza non viene rimborsata né spostata agli anni successivi. Nell'esempio da 19.000 euro, con un'IRPEF netta di 700 euro all'anno (dopo le altre detrazioni) se ne recuperano 700 invece di 950: 250 euro persi ogni anno, 2.500 in dieci anni.

Come limitarlo:

  • se in famiglia c'è un altro avente diritto con più imposta (per esempio il coniuge comproprietario), può essere lui a pagare e detrarre, con fatture e bonifici intestati o annotati con la percentuale di spesa fin dal primo anno;
  • dimensionare la batteria anche sulla capienza fiscale, non solo sui consumi;
  • considerare i contributi regionali quando aperti, che non dipendono dall'IRPEF.

Redditi oltre 75.000 euro

Dal 2025 l'articolo 16-ter del TUIR limita il totale delle spese detraibili per chi ha un reddito complessivo oltre 75.000 euro: il tetto è 14.000 euro (redditi fino a 100.000) o 8.000 euro (oltre), moltiplicato per un coefficiente di 0,50 senza figli a carico, 0,70 con uno, 0,85 con due e 1 con più di due o con un figlio disabile. Per le spese edilizie conta la rata dell'anno, non la spesa intera.

Esempio: reddito 85.000 euro, un figlio a carico, tetto 14.000 x 0,70 = 9.800 euro di spese detraibili all'anno. L'impianto da 19.000 euro pesa con una rata di spesa di 1.900 euro, che si somma alle altre spese detraibili dell'anno (escluse quelle sanitarie). Non è un divieto: è un tetto da verificare con il commercialista se hai già molte detrazioni.

Se vuoi un parere sul tuo caso, richiedi una valutazione gratuita: partiamo dalla bolletta e dai consumi reali.

Fonti: Agenzia delle Entrate, guida Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali, febbraio 2026, agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie, circolare 8/E del 19 giugno 2025 e risposta n. 8 del 19 settembre 2018. Consultate il 9 ottobre 2026.

Questo approfondimento fa parte della guida incentivi e gse: lì trovi il quadro completo, con costi indicativi e fonti.

Domande frequenti

Chi ha diritto alla detrazione del 50% sul fotovoltaico?

Per le spese pagate nel 2026, chi è proprietario o titolare di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione) e installa l'impianto sulla sua abitazione principale (in alcuni casi anche su quella dove vive abitualmente un suo familiare). Inquilini, comodatari e familiari conviventi detraggono il 36%.

Quanto si detrae nel 2027 per il fotovoltaico?

Con le regole oggi in vigore, per le spese pagate nel 2027 il 36% sull'abitazione principale per proprietari e titolari di diritti reali e il 30% negli altri casi, sempre con massimale di 96.000 euro e 10 rate. Eventuali modifiche dipendono dalla prossima legge di bilancio.

La detrazione del 50% vale anche per la seconda casa?

No, sulla seconda casa nel 2026 l'aliquota è del 36%, e del 30% per le spese del 2027. Il 50% è riservato all'abitazione principale.

Le aziende possono usare la detrazione del 50% sul fotovoltaico?

No, il Bonus casa riguarda l'IRPEF e gli immobili residenziali. Per le imprese nel 2026 la misura di riferimento è l'iperammortamento, con requisiti propri.

Cosa succede se vendo la casa prima della fine delle rate?

Le rate non ancora usate passano all'acquirente, salvo diverso accordo indicato nell'atto di vendita, che può lasciarle al venditore. Se invece la detrazione spetta a un inquilino, resta a lui anche quando lascia la casa.

Se l'IRPEF non basta, la detrazione si recupera dopo?

No. Ogni rata riduce l'imposta dell'anno e la parte che eccede l'IRPEF dovuta si perde. Prima di firmare conviene stimare la propria imposta per i 10 anni delle rate.


A cura della redazione di Darma Energia

Siamo consulenti indipendenti del risparmio energetico. Le cifre sono indicative e le regole sugli incentivi cambiano: verifica sempre le fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate, GSE, ENEA) prima di decidere. Chi siamo

Termini in questo approfondimento: ENEA, Scambio sul Posto, Ritiro Dedicato

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